Un Caso di Depressione
26 May 2014 alle 16:13

K. si rivolse a me a causa di una forte depressione che lo attanagliava ormai da due anni. Accademico e sportivo, aveva dovuto interrompere qualsiasi attività, non usciva di casa e passava le giornate chiuso in camera. Il ritmo sonno-veglia lentamente si stava ribaltando: stava a letto di giorno e si attivava di notte. Disteso sul lettino di trattamento, rivelò immediatamente un fortissimo blocco toracico, respirava a malapena, l’escursione respiratoria era minima. Premendo sul torace si percepiva comunque una forte e solida resistenza, sintomo di enorme importanza per il medico orgonomista. Gli occhi benché spenti e poco mobili erano in contatto, il segmento orale fortemente contratto con una voce appena udibile ma con gola aperta. Il pelve era rigidamente trattenuto e non mostrava segni di apertura prematura.
Anche in questo caso la ricerca della diagnosi caratteriale è fondamentale, la “depressione” infatti è un sintomo e può presentarsi in tutti i tipi caratteriali. Ogni individuo però risolverà la propria depressione solo con lo scioglimento della corazza specifica al suo tipo caratteriale. All’inizio del trattamento la diagnosi di K. sembrava dirigersi verso una patologia cosiddetta “maggiore” come la psicosi maniaco-depressiva o la schizofrenia catatonica. K. infatti se ne stava sul lettino immobile, paralizzato, assente. Si trattava quindi di un classico “stupore”, un sintomo presente sia nelle gravi depressioni che nelle schizofrenie catatoniche.
Iniziai subito la mobilitazione fisica del paziente incitandolo a respirare profondamente, a scalciare e picchiare con i bugni sul lettino gridando.
K. seguiva le mie indicazioni meccanicamente, senza capirne il senso. Lentamente però si poteva intravvedere e una maggiore vivacità fisica, benché minima, e soprattutto una certa tendenza allo scherno, al disprezzo.
La veloce risposta alla mobilizzazione, l’assenza dei sintomi tipici della schizofrenia – non da ultimo un torace senza corazza che non presenta escursione respiratoria – e di altre patologie maggiori, rivelò infine la diagnosi di carattere fallico, che rende la sua prognosi nettamente migliore rispetto alle depressioni dei caratteri schizofrenici e maniaco-depressivi.
La liberazione delle espressioni di disprezzo rese progressivamente possibile lo scarico di enormi quantità di aggressività con miglioramento fino a scioglimento totale della depressione dopo circa un anno di trattamento senza l’utilizzo di farmaci, in particolare antidepressivi. Il loro impiego avrebbe sì risolto il sintomo più velocemente, ma a scapito di una ridotta carica energetica basale ed effetti collaterali soprattutto sessuali.


Categoria: Casi clinici

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