La funzione dei terroristi e del terrorismo
9 September 2014 alle 12:22

Il mondo occidentale si trova in uno stato di guerra non dichiarata con i fanatici islamo-fascisti medio-orientali. La guerra è condotta su due fronti, quello militare e quello ideologico. Per capire quello ideologico dobbiamo avere qualche nozione della peste emozionale e della caratterologia socio-politica.

Terroristi e islamo-fascisti appartengono all’estrema destra dello spettro socio-politico. Il fervente fascista con il suo sistema di pensiero mistico reazionario rappresenta il massimo della ribelliosità distruttiva. Il terrorismo è una manifestazione della peste emozionale e funziona attraverso l’immobilizzazione e la paralisi delle sue vittime con atteggiamenti spaventosi, minacce incredibili e atti orribili di terrore. Nel mondo libero sono soprattutto i caratteri progressisti e di sinistra a spaventarsi di più e reagire con terrore a causa della loro già esistente paura caratteriale dell’aggressività fisica. Essi reagiscono utilizzando le forze razionali e intellettuali per giustificare che non fanno niente e rimangono impotenti e immobilizzati nel momento cruciale. Si comportano esattamente come si erano comportati negli anni ’30 quando Hitler faceva le stesse cose in Europa.

Charles Konia, 26 agosto 2014, con il permesso dell’autore.


Categoria: Attualità

One response to “La funzione dei terroristi e del terrorismo”

  1. bruno franchi says:

    Col segno di poi si può giudicare la storia umana alla luce del sapere Orgonomico. Ma la storia ci dice che il male in ogni sua forma patologica abbia causato violenza e morte là dove l’immobilismo regnava da secoli. Paradossalmente grazie al male quei sistemi assolutistici hanno trovato la fine, dando inizio a nuovi sistemi sociali sempre più evoluti che si sono succeduti fino ai giorni nostri. Non sappiamo se sarebbero mai nati se l’umanità corazzata non avesse dato sfogo alle represse pulsioni secondarie che hanno generato ogni tipo di violenza che oggi giudichiamo. Una controprova non esiste, se le classi dominanti conservatrice della loro patologia avrebbero data la possibilità alle masse altrettanto corazzate di evolversi abbandonando il loro potere violento e i grandi privilegi che ne derivavano.
    Ugualmente quello che accade oggi, nei paesi arabi e mussulmani, dove l’assolutismo autoritario patologico reprime le masse e non permette loro di organizzarsi verso quella democrazia che l’Europa ha conquistato attraverso la violenza e il sangue, ogni forma di male paradossalmente diventa l’inevitabile sveglia emozionale di ribellione se pur patologica necessaria per rompere l’immobilismo caratteriale delle masse è creare le condizioni evolutive che non si possono negare se siamo diventati gli osservatori della storia che hanno la conoscenza per giudicare la nostra patologia come specie umana perché ne siamo l’umanità consapevole più evoluta grazie anche a tale storia.

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