Fasciare i neonati (“swaddling”): una vecchia usanza (purtroppo) tornata di moda
16 May 2011 alle 14:45

Fasciare in neonati stretti dalla testa ai piedi è un’usanza atavica pian piano abbandonata in Europa, si dice, in seguito al popolarissimo libro di J.J. Rousseau “Emile” del 1762, che la descriveva come una pratica crudele. Oggi è una pratica ancora popolare nei paesi slavi, notoriamente in Russia, e nel Medio Oriente, ma sta tornando di moda negli Stati Uniti e quindi – è facile supporre – approderà anche da noi.
I fautori di questa pratica la ritengono ottima per indurre il sonno dei neonati, soprattutto quelli che piangono troppo, quelli che hanno le cosiddette “coliche”. Sempre secondo loro sarebbe importante anche per forgiare il carattere e per una corretta postura del corpo.

Come psichiatra reichiano da anni aiuto i pazienti a liberarsi da sintomi dolorosi, come l’ansia, l’attacco di panico, la depressione, l’infelicità, scaricando quelle emozioni rimaste stagnanti nel sistema nervoso per anni o decenni. Non raramente mi capita di incontrare l’esperienza della fasciatura attraverso i miei pazienti che la rivivono durante le sedute: si dibattono, cercano di liberarsi, sono disperati, increduli, alcuni faticano a respirare, altri combattono, altri meno, ma tutti – prima o poi – devono sottomettersi e rassegnarsi; molti allora piangono sommessamente, altri si addormentano di un sonno pesante, senza forza, inermi. Alcuni fra loro hanno avuto la loro vita letteralmente rovinata dalla fasciatura. La costrizione muscolare ed emozionale li ha resi “corazzati” a tal punto da diventare adulti impotenti, ansiosi e spaventati. Quando i miei pazienti rivivono le lunghe notti fasciati come mummie, non assisto certo a una esperienza piacevole dell’essere “confinati e calmati da un nervosismo eccessivo”, o dell’essere”avvolti come nell’utero materno”, come pretendono i fautori di questa pratica, assisto invece a scene di disperazione, di impotenza e di mera sottomissione senza pietà.

Si può aiutare le madri di neonati agitati e inconsolabili, tenendo il bambino in braccio, ma dividendo la fatica con altri, parenti e amici, tutti i giorni e tutte le notti; confortare le madri ricordando loro che questo grande sacrificio durerà all’incirca tre mesi (le “coliche” sembrano essere dovute a un’insufficiente apporto di melatonina che il bambino inizia a produrre autonomamente solo dopo il terzo mese). Ma non fasciamo i neonati come salami per ore e notti intere…

Questa vecchia pratica oggi sta tornando in auge con il sostegno di molti medici, ma la medicina non è sempre scienza e la sua storia è ricca di sbagli e marce indietro (si pensi all’allattamento, prima sostenuto poi sconsigliato poi ancora sostenuto, il distacco o l’attaccamento precoce al corpo della mamma, la circoncisione, ecc.). Il fatto poi che sia una pratica millenaria non basta per convalidarla: anche la circoncisione dei maschietti e l’infibulazione delle bambine sono usanze che risalgono agli albori della civiltà…
La rivista Pediatrics si è chinata sul problema nel 2008, passando in rassegna i pro e i contro e in definitiva non prendendo una posizione ben precisa. Esclude complicanze respiratorie e cardiologiche, come esclude i danni alle anche e altro. Dice che la fasciatura dei neonati si è dimostrata chiaramente efficace per un solo sintomo: l’ansia delle madri. Pediatrics omette di considerare l’ansia e la sofferenza emozionale di chi la fasciatura la subisce: il neonato.

Non posso dimostrare con certezza matematica o con significative statistiche l’insensatezza della fasciatura, ma posso portare l’esperienza di qualche paziente e la sua profonda sofferenza. Può bastare per mettere almeno in dubbio una pratica tanto decantata da alcuni.

 Corriere del Ticino 16 maggio 2011

Categoria: Attualità

3 responses to “Fasciare i neonati (“swaddling”): una vecchia usanza (purtroppo) tornata di moda”

  1. Robert Alexander MD says:

    Ben scritto e concordo.

    Per delle buone informazioni di background consiglio anche:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Swaddling

    ed il dibattito tra il dottor Karp che vende libri e DVD per promuovere lo swaddling (da pag 26 in azzurro) e la risposta di una puericultrice (da pag 30 in rosa).

    Personalmente concordo con quest’ultima e considero sospetta e motivata commercialmente la posizione del collega Karp.

    Buona giornata

  2. marianna says:

    Non sono del tutto d’accordo. Nello swaddling ci sono sicuramente molti vantaggi. Il punto è praticarlo bene, senza irrigidire il bambino dalla testa ai piedi, ma fasciandolo dolcemente in posizione ergonomica. Si tratta fondamentalmente di rispettare la posizione fisiologica di gambe e anche (esattamente come quando lo si porta in una fascia porta bebè). Per avere una visione un po’ più ampia dell’argomento vi invito a leggere la recensione dello Swaddler di ErgoBaby disegnato a studiato a partire dalle indicazioni dell’istituto internazionale per la displasia all’anca http://casatabata.com/fascia-per-neonati/

  3. Joe says:

    La differenza è che le fasciature del passato recente anche in Italia erano molto strette, immobilizzanti e soffocanti. Quelle odierne sono almeno molto piu’ larghe anche se mai abbastanza.

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